10 Giugno – 14° RADUNO SENIORES VFG-TAA TONEZZA

Invitiamo tutti gli iscritti al gruppo seniores a partecipare al 14mo Raduno Seniores VFG-TAA che si svolgerà in data 10 giugno 2026 nell’Altopiano di Tonezza del Cimone posto a cavallo delle province di Vicenza e Trento.

Segue programma, per informazioni ed iscrizioni rivolgersi in sede

L’Altopiano di Tonezza (circa 1000-1700 m s.l.m.), è una località montana rinomata per la natura incontaminata, i boschi di faggio e la storia della Grande Guerra. Offre percorsi escursionistici, mtb, e siti storici come il Forte Campomolon, rendendolo ideale per il turismo estivo e invernale.

Il programma del Raduno Seniores

  • 8:15-10:15 Arrivo dei partecipanti nelle varie località di partenza delle escursioni: Arsiero loc. Crosara- Tonezza Contrada Campana- Contrada Sella- Bocchetta degli Alpini – Piazzale degli Alpini – Centro Congressi Tonezza.
  • 8:30-10:30 Raduno dei partecipanti secondo la scelta degli itinerari effettuata al momento dell’invio del modulo di richiesta partecipazione ed inizio delle escursioni
  • 13:00-13:30 Rientro dalle escursioni, ritiro gadget a cura del capogruppo presso il Centro Congressi Tonezza
  • 13:00-14:00 Trasferimento presso Palatenda del Comune di Tonezza (10mt. dal Centro Congressi) inizio del momento conviviale. Internvento delle Autorità. Ogni tavolo sarà contrassegnato con il nome della sezione CAI di appartenenza. Verrà offerto un piatto di pasta, con ragù o pomodoro (indicare la preferenza in fase di iscrizione nelle note) acqua e vino nei tavoli. N.B.: Ogni gruppo dovrà provvedere autonomamente all’approvvigionamento di altri viveri per i propri partecipanti
  • 16:00-16:30 Chiusura della manifestazione. Passaggio del testimone ai prossimi organizzatori del 15° Raduno Seniores dell’anno 2027


La località del Raduno

L’Altopiano di Tonezza (noto anche come Altopiano di Tonezza e dei Fiorentini) si trova in Veneto, nella parte nord-occidentale della provincia di Vicenza, al confine con il Trentino.
Ecco i punti di riferimento principali per localizzarlo:

  • Comune principale Tonezza del Cimone, situato a un’altitudine di circa 1.000 metri.
  • Vette principali: L’area è dominata dal Monte Cimone di Tonezza (1.226 m) e Monte Spitz di Tonezza (1.694 m).
  • Confini geografici: Si sviluppa tra la Val d’Astico a est e la Val Rio Freddo a ovest. È collegato all’Altopiano dei Fiorentini e, più a nord, confina con l’Altopiano di Folgaria in Trentino.

Un po’ di storia

Ecco i passaggi salienti della sua storia:

La storia dell’Altopiano di Tonezza è profondamente segnata dalla sua posizione di confine, che lo ha reso protagonista di eventi drammatici, specialmente durante il XX secolo.

  1. Dalle origini al Settecento
    • Il periodo Scaligero: Verso la metà del Trecento, il territorio passò sotto il controllo degli Scaligeri e fu amministrato dal Vicariato civile di Schio
    • Economia rurale: Per secoli la vita sull’altopiano è stata legata alla sussistenza. Si produceva legname, carbone e foraggio per l’allevamento di bovini e ovini. Alla fine del Settecento, lo storico Gaetano Maccà descriveva la zona in forte ripresa economica grazie a queste attività

L’Altopiano di Tonezza è stato uno dei cardini del fronte italiano durante la Grande Guerra, trovandosi proprio sulla linea di confine che separava il Regno d’Italia dall’Impero Austro-Ungarico. Insieme agli altipiani di Folgaria e Asiago, formava la cosiddetta “cerniera” della difesa montana.
Ecco gli aspetti più significativi di quel periodo:

  1. La Strafexpedition (Maggio 1916): L’evento bellico più rilevante fu l’Offensiva di Primavera (o Spedizione Punitiva) lanciata dagli austriaci.
    • L’invasione: Le truppe imperiali riuscirono a sfondare le linee italiane, occupando l’intero altopiano di Tonezza e spingendosi fino alle pendici del Monte Cimone.
    • La resistenza: Gli italiani furono costretti a ripiegare verso la Val d’Astico, riuscendo però a fermare l’avanzata nemica appena prima che questa dilagasse nella pianura vicentina
  2. Il Monte Cimone: La “Guerra di Mine” : Il Monte Cimone di Tonezza divenne il simbolo del conflitto in quest’area. Dopo una sanguinosa riconquista italiana nel luglio 1916, la vetta divenne una posizione inespugnabile dall’esterno.
    • L’esplosione: Gli austriaci scavarono per mesi una galleria sotto la cima. Il 23 settembre 1916, alle ore 5:45, fecero brillare una mina di 14.200 kg di dinamite
    • L’effetto: La cima della montagna letteralmente scomparve. Centinaia di fanti della Brigata Sele rimasero sepolti vivi sotto le macerie o morirono per lo spostamento d’aria. Fu una delle più grandi mine esplose su tutto il fronte europeo
  3. Testimonianze visitabili oggi: L’altopiano è un vero e proprio museo all’aperto. I siti principali includono:
    • Sacrario del Monte Cimone: Costruito proprio sulla vetta “mozzata”, raccoglie i resti dei caduti estratti dalle macerie della mina
    • Monte Caviojo: Un sistema complesso di gallerie, trincee e postazioni d’artiglieria scavate nella roccia, collegate al Cimone
    • Centro visite della Grande Guerra: Situato in centro a Tonezza, offre una ricostruzione storica dettagliata con reperti e mappe dell’epoca.
    • Forte Campomolon: Poco distante (verso l’Altopiano dei Fiorentini), restano i resti del forte italiano mai completato, ma pesantemente bombardato

L’ambiente naturale dell’Altopiano di Tonezza è un mosaico di boschi profondi, pascoli alpini e vette calcaree, caratterizzato da una biodiversità tipica delle Prealpi Venete.

  • Flora: Dai Faggi Secolari ai Fiori Rari :La vegetazione cambia con l’altitudine, offrendo scenari spettacolari in ogni stagione:
    • Boschi incantati: Dominano le faggete (come quella che ospita il Faggio secolare di Contrà Vallà), affiancate da boschi di abete rosso, abete bianco e larice.
    • Fiori e rarità: Il sottobosco è ricco di ciclamini delle Alpi (Cyclamen purpurascens), orchidee selvatiche e gigli martagoni. Nelle zone di torbiera si può trovare la Drosera, una rara pianta carnivora. In quota, tra le rocce, fioriscono le stelle alpine e le genziane.
    • I colori dell’autunno: L’altopiano è celebre per il “foliage”, quando i faggi e i ciliegi selvatici della Valle dei Ciliegi accendono il paesaggio di tonalità calde.
  • Fauna: Grazie a un ambiente ancora incontaminato, l’altopiano ospita numerose specie selvatiche.
    • Grandi mammiferi: Non è raro avvistare caprioli, cervi e camosci che frequentano i margini dei boschi e i pascoli più alti.
    • Simboli della montagna: L’area è frequentata dall’aquila reale e dal fagiano di monte (urogallo). Nei boschi vivono scoiattoli, volpi e diverse specie di picchi (come il picchio rosso e il raro picchio nero),
    • Piccola fauna: Le zone boscose sono popolate da tassi, lepri e una ricca avifauna che comprende pettirossi, cince e rapaci notturni come la civetta nana,

Itinerari naturalistici consigliati

Per immergersi in questa natura, sono disponibili diversi sentieri tematici:

  1. Il Bosco delle Meraviglie: Un percorso didattico e artistico in una splendida faggeta, dove sculture in legno rappresentano gli animali che popolano l’altopiano.
  2. Percorso Excalibur: Un anello facile che attraversa prati fioriti e antichi rustici, ideale per osservare il passaggio dai pascoli al bosco.
  3. Sentiero delle Fontanelle: Un cammino che valorizza l’aspetto botanico e le antiche sorgenti d’acqua della zona

Vette panoramiche: La salita al Monte Spitz di Tonezza offre una vista a 360° che spazia L’ambiente naturale dell’Altopiano di Tonezza è un mosaico di boschi profondi, pascoli alpini e vette calcaree, caratterizzato da una biodiversità tipica delle Prealpi Venete.

Enogastronomia

L’enogastronomia dell’Altopiano di Tonezza è figlia di una terra di montagna autentica, dove la cucina si basa su ingredienti semplici, poveri ma ricchi di sapore. Ecco i protagonisti della tavola tonezzana:

  1. La patata di Tonezza: È il prodotto principe dell’altopiano. Grazie al terreno leggero e al clima fresco, queste patate hanno una polpa soda e un sapore intenso
    • Utilizzo: Sono le regine degli gnocchi, che qui hanno una consistenza speciale.
    • La Festa: Ogni anno, a metà settembre, si tiene la celebre “Festa della Patata”, dove si possono gustare gnocchi preparati a mano e acquistare i sacchi per l’inverno

Le escursioni proposte

Itinerario 1: Da Crosara in Val di Riofreddo al Monte Cimone per la “Strada degli Alpini” (sent. 540)

Orario di partenza ore 8.30 in località Crosara in val del Rio Freddo, presso la trattoria alla Irma. (bar aperto)
Dal parcheggio del Ristorante Irma, in località Crosara, si percorre un breve tratto su strada asfaltata in direzione sud; si svolta a sinistra su carrareccia per superare il torrente Riofreddo e si prosegue sino a case Pierini; imboccata la strada degli alpini, sulla sinistra, la si percorre e al tornante 10 si trova il raccordo 540A (quota 620) quattro tornanti sotto Bocchetta Vangelista (mt 675).
Si continua sulla destra orografica di Val Vangelista fino al “cason brusà” (mt 950) dove si incrocia il sentiero di collegamento con il 542 che si diparte a destra segnato come 540B. Salendo ancora verso il ciglio dell’altopiano del M. Cimone dopo due tornanti, uno splendido belvedere (mt 1070) su Val Riofreddo e Val Posina.
Si arriva alla spianata del Cimone, piazzale degli alpini (mt.1109) dove passa il sentiero
536 che porta alla vetta del Cimone. Si prosegue a sinistra per la strada asfaltata e tagliando per il bellissimo bosco di faggi si arriva al Cimitero dei Crosati e di li si prosegue fino ad arrivare al piazzale dove si svolge il raduno. Arrivo previsto per le 13,30 Non viene organizzato servizio di rientroUtilizzare pullman del gruppo se necessario dal piazzale degli Alpini

Dettagli percorso
  • Lunghezza: 8,39 km
  • Dislivello: 770m
  • Tempo percorrenza: 3-4h
  • Difficoltà: E

Itinerario 2: Da Crosara in Val di Riofreddo al Monte Cimone per la “Cresta della Rocca” (sent. 541)

Orario di partenza ore 8.30 in località Crosara in val del Rio Freddo, presso la trattoria alla
Irma. (bar aperto)
Si percorre breve tratto su strada asfaltata in direzione sud; si svolta a sinistra su carrareccia per superare il torrente Riofreddo e si prosegue sino a case Pierini.
E su strada sterrata in direzione della Chiesetta San Rocco, eretta nell’anno 1576 sino a giungere all’imbocco del sentiero CAI 541, sentiero molto bello e interessante di origine militare della Grande Guerra. A quota 570 si esce in un crinale e ci si immette nel Boale del Castellon e più avanti, dopo tornanti sostenuti da muretti a secco, gallerie e tracciato scavato su roccia che alterna tratti panoramici su Arsiero si esce sul vallone dei Bugni che si risale fino a quota 830 dove in un tornante si incrocia ancora il sent. 542 che porta al Cimone (quota 830). La direzione è Nord e si incrociano il sent. 540B che arriva dal Cason Brusà e il sentiero che porta al cimitero Italiano di cima neutra e al baito Smaniotto (mt. 1025) dove arriva il sent. 544 dal Cavioio. A sinistra verso nord ancora su sentiero militare, si attraversa una breve galleria che fa parte di opere belliche italiane che meritano una visita. Subito dopo la galleria a sx parte il sentiero che porta alla galleria elicoidale di Cima Neutra. Si arriva alla base del monte Cimone che si risale e infine si raggiunge l’Ossario del Cimone (mt 1226). Di li si prosegue seguendo il sentiero 536, fino a giungere il piazzale degli Alpini e proseguendo lungo la strada asfaltata tagliando per il bellissimo bosco di faggi si arriverà al cimitero dei Crosati e di li si prosegue fino ad arrivare al piazzale dove si svolgerà il raduno, arrivo previsto 13,30. Non viene organizzato servizio di rientroUtilizzare pullman del gruppo se necessario dal piazzale degli Alpini

Dettagli percorso
  • Lunghezza: 10,39 km
  • Dislivello: 850m
  • Tempo percorrenza: 4-4:30h
  • Difficoltà: E

Itinerario 3 – Da Tonezza Contrada Campana al Monte Cimone passando per il cimitero dei Crosati

Orario di partenza ore 8.30 in località Contrada Campana
Si parte da contrà Campana (mt 936) passato il cimitero Austro Ungarico dei Crosati” (mt.
961) si sale verso il Cimone, entro boschi e radure, si raggiunge la località “pra’ del bosco” (mt 1050) e su stradina forestale si prosegue in leggera discesa fino a quota 1039, dove il percorso gira a sinistra e attraversa la conca. La stradina diventa più stretta e sale prima in una conca, poi un pendio fino a diventare un sentiero in prossimità del Cimoncello (mt 1156
osservatorio A.U.) Qui si gira verso destra su tracce di sentiero, vicino a delle trincee sul
margine dell’Altipiano. Con due tornanti si sfiora l’ultimo tratto della strada che da
contrà Campana arriva al Cimone, si prosegue sempre su tracce di sentiero verso
Sud, e passando dalla “bolgia delle streghe” (posto trincerato A.U.) si arriva al Cimone (mt
1226). Il ritorno avviene percorrendo il sentiero 536 fino al piazzale degli Alpini e di li
e proseguendo lungo la strada asfaltata e tagliando per il bellissimo bosco di faggi si
arriverà al cimitero del Crosati e alla contrada Campana.
Percorso circolare, rientro con pullman o auto al punto di raduno per le 12,30 – 13,00

Dettagli percorso
  • Lunghezza: 8,38 km
  • Dislivello: 330m
  • Tempo percorrenza: 3-4h
  • Difficoltà: E

Itinerario 4 – Da Tonezza per sentiero dei Tronconi(537) al P.so della Vena- Bocchetta degli Alpini(561A)giro del Monte Melignone e ritorno al punto di partenza.

Orario di partenza ore 8.30 da Contrada Sella.
Mulattiera che veniva usata per trasportare i tronchi fino a valle.
Si parte da Contrà Sella (m 1112, ore 0.30). Si prosegue verso nord per 500 metri lungo la
strada provinciale per i Fiorentini dove a sinistra si abbandona definitivamente la provinciale per prendere una mulattiera che sbocca a q. 1290 (ore 0.35) su un tornante della strada per il Passo della Vena, dove inizia il tratto denominato Mulattiera dei Tronconi. Qui, abbandonata la strada, si segue la mulattiera verso N-O fino a raggiungere nuovamente la strada al Passo della Vena di Sotto (q. 1500).
Seguendo la strada si seguirà il sentiero 561A che porta a Bocchetta degli Alpini. Si gira a
sinistra su strada bianca, facile da percorrere e si aggira il monte Melignone, e si ritorna per la stessa via della salita.
Percorso semi circolare, rientro con pullman o auto al punto di raduno per le 12,30 – 13,00

Dettagli percorso
  • Lunghezza: 8,16 km
  • Dislivello: 490m
  • Tempo percorrenza: 4h
  • Difficoltà: E

Itinerario 5 – Da Bocchetta degli Alpini al Forte Campomolon

Orario di partenza ore 8.30 da Bocchetta degli Alpini ( Galleria del Melegnon )
Si parte dalla bocchetta degli Alpini (mt 1563) superata la galleria della rotabile a sinistra si intercetta il sentiero 561 che sale dalla Val d’Astico. Si segue il sentiero che tra i prati sale verso il Campomolon. A sinistra si incrocia un collegamento al sentiero 538 e da questo una mulattiera che porta al forte Campomolon, diritto si prosegue anche qui per mulattiera fino al forte (1853). Si discende per lo stesso itinerario sino all’incrocio con il sentiero 538 che prenderemo per raggiungere la strada provinciale Tonezza-Folgaria; si prosegue a sinistra sino a raggiungere la galleria di bocchetta degli Alpini.
Nel luglio del 1899, il Governo italiano aveva istituito la Commissione Suprema mista per
la difesa dello Stato, la quale presentò un progetto, che prevedeva la costruzione dei forti corazzati necessari per sbarrare i principali valichi del confine montano e le possibili vie di penetrazione del nemico.
Ognuno dei forti italiani era autonomo e privo di mezzi di comunicazione con gli altri più vicini. Forte Campomolon, avrebbe dovuto sbarrare l’alta Val d’Astico, la rotabile militare dal Passo Sommo a Malga Posta e la Val Campoluzzo.
Percorso circolare, rientro con auto al punto di raduno per le 12,30 – 13,00

Dettagli percorso
  • Lunghezza: 4,18 km
  • Dislivello: 290m
  • Tempo percorrenza: 2-3h
  • Difficoltà: E

Itinerario 6 – Strada degli Alpini al Monte Cimone passando per la Bolgia delle Streghe

Orario di partenza ore 10.30 dal parcheggio auto.
Dal piazzale degli Alpini dove arriva l’omonimo sentiero strada degli Alpini si prosegue per un breve tratto su strada asfaltata fino ad imboccare il sentiero sulla sinistra che ci porta a incrociare il sentiero 547 che ci porta alla cima del Cimone. Al ritorno si percorre il sentiero 536 che ci riporta al piazzale degli Alpini.
Bolgia delle Streghe
Caposaldo austroungarico della Grande Guerra sul colletto roccioso antecedente il promontorio del Monte Cimone, fortificato e in grado di resistere ad attacchi provenienti
da ogni lato: un labirinto di trincee, ricoveri, postazioni per mitragliatrici e lanciafiamme.
I soldati definirono questa posizione ‘Hexenkessel’ (traducibile come ‘conca delle
streghe’ o ‘calderone delle streghe’) per sottolineare la pericolosità di questa linea
difensiva, completamente esposta al tiro delle batterie italiane piazzate sui monti circostanti. È proprio da qui che partirono i lavori di scavo per piazzare la grande mina
sotto il Monte Cimone occupato dagli Italiani. Gli austriaci scavarono due tunnel e
piazzarono ben 14,200 kg. di esplosivo, alle 5,45 del 23 settembre 1916 fecero esplodere, polverizzando la cima ed i suoi occupanti. Nel primo dopoguerra furono recuperati i resti di 1210 fanti italiani e tumulati assieme nel Sacrario posto sopra il luogo dello scoppio della mina.
Percorso circolare, rientro con pullman o auto al punto di raduno per le 12,30 – 13,00

Dettagli percorso
  • Lunghezza: 2,65 km
  • Dislivello: 150m
  • Tempo percorrenza: 1-1:30h
  • Difficoltà: E

Itinerario 7 – Tour delle Contrade

Orario di partenza ore 10.30 dal parcheggio impianti sportivi.
Per il Giro delle contrade alte del vecchio paese di Tonezza si parte dal piazzale dove si svolgerà il raduno ovvero presso gli impianti sportivi di Tonezza.
Dagli impianti si sale alla scuola alberghiera. Oltre la scuola si entra nel bosco di faggio e poco più avanti si gira a sinistra, nel largo sentiero che incrocia subito dopo la carrareccia che viene dalla strada provinciale.
Qui alcuni sassi chiudono la Caverna della Rossetta, nota perché il 1° maggio 1945 qui furono uccisi e infoibati 18 soldati germanici. Girando a destra e seguendo la strada sterrata sino alla curva, si possono intravedere delle antenne radio-televisive. Sulla curva a sinistra parte un piccolo viottolo non segnato che taglia in linea retta nel bosco di faggio e si innesta dopo qualche decina di metri nel sentiero che sale nella zona chiamata degli “Ospoli”. A sinistra invece inizia la salita con la strada che da larga diventa poi stretta. Continuando però la camminata sul ciglio della stradina, si nota come si è in uno spartiacque che divide Tonezza dalla Valpegara, tra faggi prima e larici poi. L’area degli Ospoli e i casoni di Carincia
Dopo una ventina di minuti dalla partenza si entra nell’area pascoliva degli “Ospoli”. Si gira a sinistra, intravedendo i casoni dei “Carincia”. Dopo una decina di minuti, seguendo la carrareccia, si arriva nei pressi di contrà Grotti. Scendendo verso contrà Fontana si passa davanti all’antico capitello costruito nel 1427, il più vecchio manufatto ancora presente in paese, più volte spostato e ristrutturato.
Il sentiero per il Museo Etnografico del Casarto e contrà Sella
Scendiamo per la strada asfaltata. Una volta fatta la curva, si devia per il sentiero che passa davanti al casèlo di contrà Grotti, ora Museo del Casaro. Sul tornante sottostante il museo si nota, a destra, la deviazione per Sella. Giunti tra le case, si nota subito che Sella è situata sullo spartiacque tra la Valle dell’Astico e quella del Rio Freddo (da qui il suo nome).
Oltre al capitello, l’imbocco per le Fontanelle e l’Excalibur
Oltre il capitello della Madonna del Carmine, si attraversa in discesa la contrada e all’inizio della strada per contrà Valle, oltre il tabellone pubblicitario, si imbocca a destra il sentiero delle Fontanelle passando sul retro di un edificio rurale (el casarin, unico rimasto con la copertura in rosso ammonitico) per immettersi poco più in basso sul sentiero Excalibur seguendolo a sinistra fino a contrà Vallà. Questi due sentieri insieme a il Giro delle Contrade Alte sono i più famosi di Tonezza anche se rispetto agli altri questo risultata di difficoltà media.
Passando per le Cave del Lasse verso il ritorno
Oltrepassando contrà Vallà e ritornando verso l’interno del bosco, si vede un cartello che spiega tutta la zona delineata dalle Cave del Lasse. All’uscita del bosco si vede una splendida vista verso la piana di Lain.
Proseguendo per la strada asfaltata e poi girando a sinistra si capita in contrà Pettinà senza poi uscire dalla strada asfaltata, si prende un sentiero che porta direttamente per arrivare al punto di partenza.
Rientro previsto per le 12.30- 13,00 presso il luogo del raduno.

Dettagli percorso
  • Lunghezza: 7 km
  • Dislivello: 200m
  • Tempo percorrenza: 2-3h
  • Difficoltà: E
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